Come funziona
- Rata: al massimo un quinto dello stipendio o della pensione netta
- Durata: fino a 120 mesi, cioè 10 anni
- Tasso: fisso per tutta la durata
- Pagamento: la rata viene trattenuta dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico, quindi non devi ricordarti nulla
- Polizze: per legge il prestito è assicurato contro il rischio vita e, per i dipendenti, contro la perdita del lavoro
Per chi è
Dipendenti pubblici e statali, comprese le amministrazioni che pagano con NoiPA: sono il caso più semplice e con i tassi più bassi.
Dipendenti privati: la finanziaria valuta l'azienda, la sua solidità e il TFR maturato.
Pensionati: si può fare anche in età avanzata. Il limite di età a fine prestito dipende dalla finanziaria e dalla polizza.
Rinnovo e doppia trattenuta
Dopo aver pagato almeno il 40% della durata puoi rinnovare la cessione: chiudi quella in corso e ne apri una nuova, con altra liquidità. I dipendenti possono inoltre aggiungere una delegazione di pagamento, una seconda trattenuta che porta l'impegno fino a due quinti dello stipendio, se il datore di lavoro lo consente.
Come ti aiuto
Le condizioni cambiano molto da una finanziaria all'altra, soprattutto per i dipendenti privati e i pensionati più anziani. Raccolgo il certificato di stipendio o la quota cedibile della pensione, confronto le proposte sul TAEG e seguo la pratica fino all'erogazione.
Domande frequenti
Posso averla se ho segnalazioni o altri prestiti?
Spesso sì, perché la garanzia è lo stipendio o la pensione. La valutazione resta caso per caso.
Il mio datore di lavoro saprà del prestito?
Sì, perché è lui a trattenere la rata. Non conosce però il motivo del prestito.
Se cambio lavoro o vado in pensione?
La cessione si trasferisce sul nuovo stipendio o sulla pensione. Se il nuovo reddito non basta, intervengono il TFR e la polizza secondo le condizioni del contratto.
Posso estinguerla prima?
Sì, in qualsiasi momento, con la riduzione degli interessi e dei costi non ancora maturati.